L’Alta Langa DOCG lo spumante più giovane d’Italia

L’Alta Langa DOCG lo spumante più giovane d’Italia
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Tempo di feste e tempo di spumante e di bollicine vivaci che si impongono già al momento dell’apertura della bottiglia con un botto o, per i più bravi nell’arte, con un secco ma controllato POP! che richiama immediatamente l’attenzione.

In Italia abbiamo un’ottima tradizione di spumanti Metodo Classico e Metodo Martinotti (o Charmat), ma soprattutto abbiamo una tradizione che continua ad evolversi ed a regalarci sorprese, come gli spumanti Alta Langa DOCG.

foto di Consorzio Alta Langa e Studio Lavezzo

Spumanti DOCG dal 2011, ma con una lunga storia

Gli spumanti dell’Alta Langa hanno ricevuto la DOCG (Denominazione Origine Controllata e Garantita, il livello classificazione qualità più alto per i vini in Italia) nel 2011: una DOCG relativamente giovane.

Era il 1848 quando Carlo Gancia si trasferì a Reims, patria dello champagne, per apprendere i segreti della spumantizzazione del vino da Canelli (Asti).

Entrato alla Piper – Heidsick come semplice operaio, Gancia apprese quanto possibile e rientrò, un paio d’anni più tardi, in Italia.

Nel 1850, anno del rientro, fondò la Fratelli Gancia e, basandosi su quanto appreso in Francia con alcune modifiche, creò il primo spumante italiano con metodo classico.

Quindi, l’Alta Langa DOCG è giovane, certo, ma ha di certo una lunga storia alle spalle, la più lunga d’Italia.

Lo spumante Alta Langa DOCG è un metodo classico, guai a sbagliarsi.

L’Alta Langa DOCG è uno spumante e guai a parlare di Prosecco.

Anche se oggi i due termini paiono sinonimi, in realtà non è così e dire a uno spumantiere dell’Alta Langa che il suo prosecco è pari a quello della Valdobbiadene può scatenare il suo odio perenne, e a ben ragione.

La differenza tra spumante e prosecco è nel metodo di produzione:

  • lo spumante Metodo Classico prevede la seconda fermentazione in bottiglia
  • il prosecco è frutto del metodo Charmat o Martinotti e prevede la seconda fermentazione in autoclave

Da disciplinare, l’Alta Langa DOCG è a base di Chardonnay e Pinot Nero in purezza o in diversa percentuale ed è un millesimato, ovvero le uve provengono dalla stessa vendemmia che va indicata in etichetta (al massimo un 10% di vendemmia precedente) spumantizzato secondo il metodo classico.

Foto di D.N. Argenta

Ma come si fa lo spumante Alta Langa DOCG?

Lo spumante Alta Langa DOCG è uno spumante metodo classico, anzi è stato forse il primo metodo classico a essere prodotto in Italia.

Il metodo classico prevede due fermentazioni, come accennato sopra:

  • la prima fermentazione è nei tini subito dopo la vendemmia
  • la seconda fermentazione è in bottiglia

La fermentazione in bottiglia è di almeno 30 mesi, ma arriva ad almeno 36 mesi per i riserva.

La seconda fermentazione è il momento più delicato, perché è proprio lì che si fa la differenza: dopo i 30 mesi di affinamento in cui lo zucchero ha mangiato i lieviti producendo anidride carbonica, ovvero le famose bollicine dello spumante (questa fase è anche detta presa di spuma), le bottiglie vengono sboccate per eliminare i lieviti morti.

A questo punto avviene la magia, o meglio è qui che il cosiddetto chef de cave, il maestro enologo, lascia la sua firma: eliminati i lieviti morti, il vino va rabboccato con la liquer d’expedition.

Il termine liquer deriva dall’uso francese, nello Champagne, di aggiungere una miscela che, oltre ai vini e agli zuccheri, poteva comprendere del cognac, appunto un liquore.

In Italia, e soprattutto per l’Alta Langa, la liquer d’expedition è solo vino e zuccheri, ma si badi bene quel solo non è in assoluto un modo di sminuire: proprio dall’assemblaggio dei vini e degli zuccherri per il rabbocco dipende la struttura e la qualità del vino. Si tratta di un momento davvero importante.

Bianco o rosé per lo spumante DOCG del Piemonte

Preciso e rigoroso in ogni aspetto, il disciplinare dell’Alta Langa DOCG sancisce anche le caratteristiche al consumo e vale la pena sapere che potrete brindare con le bollicine dello spumante Alta Langa DOCG sia in bianco che in rosé.

Per il bianco, aspettatevi colori che vanno dal paglierino all’oro.

Per il rosé, invece, si va dal rosa tenue al rosa antico, sicuramente accattivante dal punto di vista estetico.

La bollicina è piccola e persistente.

La spuma, copiosa al momento di versare lo spumante nel bicchiere, deve però scomparire nel giro di qualche secondo.

Da notare la sapidità, un gusto quasi salino, caratteristico del terreno dell’Alta Langa e di altre zone in cui si producono gli spumanti, per via della presenza di marne (strati sedimentari composti da argille e carbonati di calcio).

Foto di Cristiana Pedrali

Brut, dry o pas dosé: come scegliere lo spumante

Quando si deve scegliere uno spumante ci si imbatte in una serie di aggettivi ambigui e fuorvianti per i non addetti: brut, dry, extra dry, sec, demi sec, dolce.

Tutte le definizioni riguardano la quantità di zuccheri per litro che è severamente regolata e che è univoca per qualsiasi tipo di spumante; in altre parole, uno spumante brut contiene lo stesso livello di zucchero, per legge che sia prodotto in Alta Langa o a Trento.

Da sapere: contrariamente a quanto si pensa, uno spumante dry o extra dry ha un contenuto di zucchero relativamente elevato. Se cercate quindi uno spumante secco, e con tale termine vi riferite a un prodotto con poco zucchero, dovete orientarvi verso un pas dosé o un extra brut, per cui la quantità di zucchero va da quasi 0 a, al massimo, 6 grammi per litro.

Per quanto concerne lo spumante Alta Langa DOCG, la confusione si riduce in parte, perché l’Alta Langa Docg prevede solo

  • pas dosé (zero) cioè uno spumante con al massimo 3 grammi di zucchero per litro e a cui non sono stati aggiunti zuccheri dopo la presa di spuma (cioè la fermentazione in bottiglia)
  • extra brut, uno spumante con al massimo 6 grammi di zucchero per litro
  • brut, uno spumante con al massimo 15 grammi di zucchero per litro
Foto di Fiera Tartufo Alba

Quando si beve uno spumante Alta Langa DOCG?

Di norma, lo spumante accompagna i dolci e durante le festività di fine anno; al comparire di panettone o pandoro, compare anche uno spumante.

Errore o meglio un preconcetto da abbandonare subito: uno spumante è ottimo per tutto il pasto.

L’Alta Langa DOCG in particolare si sposa perfettamente con il tartufo bianco d’Alba, vuoi per affinità geografica o per affinità di esperienza: niente di meglio che le bollicine dello spumante per il re dei tartufi.

Ottimo, quindi, con i primi al tartufo, sia riso che pasta, è una scoperta inattesa con piatti come la fondue di formaggi o il fritto misto piemontese (fritto a base di frattaglie fritte nel pan grattato).

Per un grande spumante un calice GRANDE

Come accogliere e racchiudere in modo elegante ma anche funzionale le bollicine dell’Alta Langa DOCG?

Ci ha pensato lo Studio Giugiaro creando Grande, un calice specifico per lo spumante piemontese che unisce bellezza, geografia e ergonomica.

Da una parte un calice elegante in vetro, forma slanciata, base stretta che si allarga perché le bollicine possano trovare spazio per salire in superficie e perché il profumo delle uve possa espandersi, dall’altra una base (il piedino) e uno stelo a spirale che migliorano la presa (mai prendere il bicchiere di vino per la sua coppa, il rischio è di rovinarne profumi e gusto) e che ricordano le colline delle Langhe.

Una visita alle cantine dell’Alta Langa DOCG

C’è qualcosa di meglio che scoprire un vino nel suo territorio? Difficile a dirsi.

Se poi ci si fa accompagnare dai vignaioli capaci di accompagnare al discorso tecnico anche l’aspetto passionale, il gioco è fatto.

Da non perdere se volete davvero immergervi nel mondo del primo spumante italiano metodo classico una visita a una delle Cattedrali del Vino, le cantine ipogee patrimonio Unesco dal 2014:

  • Contratto, fondata nel 1867 apre le porte della sua cantina scavata nella marna della collina alle spalle di Canelli la domenica. Per visite, prenotare (sempre!) scrivendo a contratto@visite.it
  • Coppo, fondata nel 1892, per 120 anni di proprietà della famiglia Coppo, una visita alla cantina è un’esperienza da non perdere. Per prenotare una visita alla scoperta dell’Alta Langa DOCG,  cliccare qui https://visit.coppo.it/en/5577e09a39481466577cc6bc/events/5c6c2ec226ca365a17e88869?coupon_code=&date=2019-11-17T10%3A00%3A00%2B01%3A00&guests=2&lang=en&type=propose
  • Gancia, la cantina di quel Carlo Gancia che da Reims, Francia, portò in Italia i segreti dello spumante si può visitare scrivendo a franco.ferrero@gancia.it
  • Bosca, dal 1831 producono vini. Un’esperienza unica a passeggio tra navate, transetti e sotto arcate in una delle più belle Cattedrali del vino. Prenotazioni per visite guidate al +39 335 7996811 – +39 3385375910

Foto di Consorzio Alta langa e Studio lavezzo

Cristiana Pedrali

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