Big Bench: come sono nate e dove si trovano

Tempo di lettura: 3 min

Sono nate come palco privilegiato da cui ammirare vigneti e vallate, per emozionarsi e condividere un panorama speciale. Le Big Bench sono diventate negli anni un naturale avamposto degli orizzonti più iconici, al punto che il nome anglosassone di queste attrazioni è entrato a pieno titolo nel nostro dizionario quotidiano. Un nome che tradisce le reali origini delle panchine giganti. Nonostante la mente di queste attrazioni sia americana, le Big Bench sono nate e si sono sviluppate in Italia.  

La prima maxi panchina è stata installata nei pressi del borgo di Clavesana, nel cuore delle Langhe, a firma dell’architetto statunitense Chris Bangle. Correva l’anno 2009, quando il celebre designer di automobili si trasferisce insieme alla moglie Catherine nel cuneese. Nemmeno il tempo di ambientarsi nel piccolo paese langarolo che Bangle propone e realizza nel 2010 la prima installazione, davanti a casa sua. La coppia americana comprende subito il potenziale di una panchina sopra di cui sentirsi di nuovo piccoli. Così fonda il Big Bench Community Project. In sostanza, un ente senza scopo di lucro che possa sostenere le comunità locali che vogliono sposare e replicare questa visione suggestiva di fare esperienza del territorio. 

Chris Bangle all’inaugurazione di una Big Bench sul Lago d’Iseo (© Orobie – Dario Bonzi)

Quattro anni dopo, in quello che si può dire il “manifesto” delle Big Bench, Bangle spiega che quando si siede su una di esse prova «la sensazione di godersi la vista come se si fosse di nuovo bambini». Ciò che il designer americano è riuscito a trasmettere è il valore di un’esperienza intensa, puntando sul valore della condivisione. Appunto perché «le panchine sono fatte per rilassarsi – scrive – e sono larghe abbastanza da accogliere uno o più amici. Sedersi qui è un gesto sociale e piacevole». 

I motivi della rapida diffusione di un fenomeno man mano sempre più popolare erano stati già previsti dal loro ideatore. Le Big Bench non sono diventate iconiche «solo perché spinte da un meccanismo di marketing, ma perché l’idea intrinseca è così seducente e facilmente realizzabile che ha creato da sola le condizioni naturali per diffondersi». Le panchine giganti hanno presto varcato i confini del Piemonte e sono oggi presenti in dieci regioni italiane, dalla Valle d’Aosta alla Puglia. In Italia se ne contano in tutto 133. 

Ad interpretare la parte del leone è sempre il Piemonte, con 94 panchine giganti (il 70% del totale). Segue la Lombardia con 22 e l’Emilia Romagna con 6. Il progetto delle Big Bench ha varcato i confini italiani dopo che, nell’estate del 2018, ne ha adottata una la località di Arbroath, in Scozia. Gli altri Paesi non se ne stanno a guardare e nelle prossime settimane dovrebbero nascere altre panchine in Olanda, Polonia, Svizzera e Galles. Ma anche in Italia, dove presto avranno le loro prime Bench il Lazio, le Marche, il Veneto e la Campania. Le ultime tre installate? Sono quelle di Ronco Scrivia (Genova), Novella (Trento) e Fubine Monferrato (Alessandria).  Lo scorso febbraio, noi di EnoNautilus abbiamo visitato la panchina gigante del Chiaretto a Muscoline, nella tenuta dell’agriturismo in cantina La Guarda.

Esiste anche un’app per trovare la panchina gigante più vicino a casa o al luogo di villeggiatura. Tramite desktop, lo si può scoprire sul sito del Big Bench Community Project. Ognuna dai colori diversi ma tutte a prendere spunto e a restituire i colori più rappresentativi del territorio che le ospita. 

Join the Conversation

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to top
Close