30 Settembre 2020

EnoNautilus Blog

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La birra italiana contro il Corona virus

Tempo di lettura: 10 min

Il Corona virus ci sta cambiando e sta cambiando i business. Qualcuno vende di più, qualcuno non vende, qualcuno non riesce a produrre, qualcuno si domanda se riuscirà a raccogliere (ortaggi, frutta e, quindi, anche i grappoli di uva) e molti hanno deciso che va bene il business , ma ora si può e si deve fare qualcosa per aiutare, sostenere e non sentirsi impotenti.

Abbiamo fatto un veloce, e non esaustivo, giro tra i nostri contatti per scoprire come il comparto birre italiane sta reagendo in questi primi tempi, soprattutto in termini di azioni che vanno oltre il puro business. Abbiamo scoperto che il mondo della birra si sta attivando nel Nord Italia e che i maestri birrai hanno visto non solo i rischi al loro business, ma si sono sentiti parte di un territorio e di una comunità in pericolo. Soprattutto hanno sentito che era possibile fare qualcosa. Ecco cosa fa la birra italiana contro il Corona virus.

La Red Trip, una Belgian Red Ale prevista in fusto e messa in bottiglia a causa (o grazie) ai problemi legati al Corona Virus

La birra contro la pandemia

Ma la birra rende più buoni?
Sembrerebbe di sì, perché sono proprio i maestri birrai a essersi mossi per primi, pare.
Il Birrificio della Granda, insieme a Le Piantagioni del Caffè e ADI Apicoltura regalano a chiunque spenderà € 25 un voucher valido per un film a scelta della piattaforma CHILI, la piattaforma di intrattenimento digitale attiva in Italia. Tra 900 titoli qualcosa per passare la serata la si trova di certo, no?
E se un momento di relax con un bicchiere di birra o una fetta di pane e miele (siamo tornati a fare merenda, no?) viene immortalato in uno scatto, perché non condividerlo taggando o inviando le foto ai produttori? Rischiate di vincere una visita in azienda, non appena la situazione sarà normalizzata. Insomma stiamo a casa, ma abbiamo un appuntamento in birreria appena ci potremo riprendere il mondo! Nel presente ma con lo sguardo al futuro. Birra contro il Corona virus a rapporto!

Anche il Birrificio Arcadia fa consegna a domicilio a Padova a causa del Corona Virus, credit foto Arcadia

Il Corona virus ci ha chiuso e noi vi portiamo le birre a casa

Parlando sempre di birra e di bravi mastri birrai che non si fermano mai, abbiamo Gabriele e Paolo di Arcadia che a fronte del Corona virus e della chiusura del loro show room non si sono arresi e si sono messi a portare la loro birra a domicilio, ovviamente con tutti i dispositivi protezione personale del caso, come potete vedere. Parte del guadagno legato alle vendite delle birre Percy Blond e Rooibos Red Ale (vi ricordate? Della birra al tè affumicato avevamo parlato qui) andrà all’ospedale di Padova.
E con la Pasqua che suona alle porte Gabriele e Paolo hanno fatto anche di più: potete ordinare una colomba pasquale alla birra e in regalo c’è una mascherina creata da Shirt Door-To-Door, camiceria a Padova, che ha convertito il laboratorio per produrre le introvabili mascherine. Birra italiana contro il Corona virus, presente!

La Curtense, birrificio in Franciacorta, vende la Aurea, una birra golden ale in edizione limitata, per raccogliere fondi per gli Spedali Civili di Brescia, credit foto La Curtense

La Curtense, birrai in Franciacorta al tempo del Corona virus

Brescia, insieme a Bergamo, e ne parleremo, sono tra i territori più colpiti dalla pandemia. Ma qui non ci si perde d’animo e si reagisce alla difficoltà con concretezza.
Tra i primi a farsi avanti Matteo e Christian de La Curtense , birreria in Franciacorta. Loro, con le loro birre, tutte crude e rifermentate in bottiglia, si sono mossi subito: hanno deciso che tutta la vendita della loro produzione di goldenale andasse a favore degli Spedali Civili di Brescia e, poi, non hanno aspettato di venderla, la birra, ma hanno subito anticipato la somma prevista. Così gli Spedali Civili hanno già ricevuto il loro bonifico di € 3.300,00 ben prima che la cotta venisse imbottigliata e messa in vendita. La cifra è simbolica, racconta Matteo, € 3,300.00 è come quando vai dal medico e ti dice – Dica 33.
33 lo stanno dicendo in tanti: la Aurea, birra artigianale italiana in edizione limitata, è in consegna ora e la portano direttamente loro, Matteo e Christian, in tutta la provincia bresciana. Volete assaggiarla e sostenere gli Spedali Civii di Brescia in questa emergenza sanitaria? Potete farlo, perché Matteo e Christian la spediscono anche nel resto d’Italia.
Finita qui? No che non è finita.
Abbiamo raggiunto Matteo mentre stava consegnando non solo la birra ed il gin che producono al birrificio a Monterotondo, che ha l’acqua più buona della Franciacorta. Matteo stava consegnando la birra insieme a pane, caffè ed altro.
– Noi possiamo consegnare a domicilio, ci muoviamo. Perché non aiutare chi non può fare le consegne a domicilio? Meno gente in strada, meno rischio contagio e consegne assicurate, comunque.

Le casse di birra italiana contro il Corona Virus vendute in meno di 2 h per sostenere l’Azienda Ospedaliera Bergamo vengono caricate per la consegna, credit foto Elav

10.000 bottiglie di birra vendute in 2 ore contro il Corona virus

La birreria Elav di Bergamo ha voluto sostenere l’Azienda Ospedaliera del territorio bergamasco nel momento più duro della pandemia da Corona virus.
Senza clamore, hanno preso 10.000 bottiglie della loro preziosa birra e tramite il loro e-commerce le hanno vendute a € 1. Mercoledì 25 marzo alle 10.25 del mattino, in meno di 2 h , con il sito che traballava per la mole di richieste, le 10.000 bottiglie sono state tutte vendute online. Nei commenti ai post su Facebook e Instagram tanti Bergamaschi desolati, perché non avevano potuto comprare e partecipare. In data 27 marzo, due giorni più tardi, Elav aveva già fatto il bonifico all’azienda ospedaliera e il 30 marzo avevano iniziato a spedire e portare le 417 casse che contenevano le 10.000 bottiglie vendute. Quando gli abbiamo chiesto cosa gli era rimasto di questa operazione, oltre alla consapevolezza di aver raccolto un importo considerevole, ad Elav ci hanno detto che si sono resi conto dell’importanza del territorio in cui sono e di come, da ora in poi, intendono legarsi sempre di più a Bergamo. Gioco facile per una birreria locale? Beh, in realtà Elav vendeva anche in Francia, Svizzera, Svezia e stavano giusto chiudendo un contratto con il Giappone, prima che scoppiasse la pandemia.
E quando i tempi torneranno a regime, riprenderanno anche le loro visite in birreria che erano il loro fiore all’occhiello.
Immersi nel qui e ora, ma senza mai dimenticare che c’è tutto un futuro da costruire all’insegna di birra italiana sempre più contro il Corona virus.

Cosa sta succedendo nel mondo della birra, ma anche del vino e delle eccellenze alimentari a causa della pandemia? Come stanno reagendo i protagonisti? Cosa stanno facendo ? Lo stiamo cercando di raccontare su Enonautilus. Se volete darci il vostro punto di vista, scriveteci a info@enonautilus.com