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Il Valcalepio Riserva chiede la Docg

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La Lombardia potrebbe avere già quest’anno la sua sesta Docg. È partito l’iter per elevare il Valcalepio Rosso Riserva, oggi classificato come Doc, a denominazione di origine controllata e garantita. La proposta è stata discussa ieri nell’assemblea dei produttori della Valcalepio. Il Consorzio sta predisponendo il testo del nuovo disciplinare, che passerà prima negli uffici della Regione e poi al Mipaaf.

Non stiamo parlando di numeri astronomici. Il passo, però, sarebbe molto significativo per la viticoltura bergamasca. Nel 2021 potrebbero passare a Docg circa 100 mila bottiglie sul milione e duecento mila totali prodotte sulle colline della Valcalepio. I vitigni rimarranno sempre il Cabernet Sauvignon (dal 25% al 60%) e il Merlot (dal 40% al 75%) mentre l’affinamento minimo è di tre anni (di cui almeno un anno in legno).

Il Valcalepio Riserva chiede la Docg ma le modifiche non si fermano qui. Per il Valcalepio Rosso Doc, la versione più giovane, si parla dell’introduzione di altri vitigni tipici in una quota massima del 15%. Nella bergamasca sono coltivati antri vitigni rossi quali gli autoctoni Moscato di Scanzo (45 ettari) e Incrocio Terzi (7 ettari), il Franconia (20 ettari), il Marzemino, la Merera e altri ancora.

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