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Nel 2020 l’Italia ha prodotto più vino e l’export regge

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La produzione di vino italiano nel 2020 sale del 3% e l’export regge il colpo con passivi inferiori ai maggiori competitors. In un anno tragico sotto infiniti aspetti, il mondo del vino del Bel Paese galleggia. Anzi, naviga. Lo scorso anno l’Italia ha prodotto 49 milioni di ettolitri di vino. Di questi, il 42,5% è stato esportato: quasi ventun milioni di ettolitri (20,8) per un valore di 6,21 miliardi di euro. Le proiezioni dell’export (calcolate sulla base dei dati da gennaio a ottobre) segnano -2,7% in volume e -3,4% in valore rispetto al 2019. Un dato che non deve far preoccupare, se confrontato con il calo del 6% degli scambi internazionali. 

I numeri emergono dal report «Fabbisogni e strumenti di intervento nel settore vitivinicolo italiano alla luce degli obiettivi della nuova Pac» prodotto dall’Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare.  

La produzione di vino italiano nel 2020 sale del 3% ma reggono anche i consumi interni, merito soprattutto degli acquisti nella grande distribuzione. Come già confermato dai dati Iri presentati alla Wine2Wine Exibition per Vinitaly, il numero di bottiglie di vino nei carrelli della spesa è cresciuto del 7%. Di conseguenza, sono i prodotti inseriti in questi canali di vendita che hanno registrato i maggiori attivi. I vini più penalizzati, senza sorpresa, sono quelli di “fascia alta”.

Il report ha anche analizzato le dinamiche del mercato nel quadriennio precedente alla pandemia da Covid-19. I prezzi sono generalmente aumentati del 20% a fronte di una cresciuta dei costi di produzione del 4%. Il settore si è dimostrato super attrattivo per i giovani e sotto il profilo dell’occupazione: gli addetti nel mondo produttivo sono aumentati del 13%. Negli ultimi dieci anni, la certificazione biologica dei vigneti è cresciuta del 170%.

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