Riparte Cantine Aperte, che spegne ventotto candeline

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Ventotto anni fa nasceva Cantine Aperte. Il Movimento Turismo del Vino, ideatore del progetto, celebra l’anniversario proponendo la seconda edizione in tempo di Covid-19 di una delle più longeve iniziative enoturistiche d’Italia. L’appuntamento è per i week end del 29-30 maggio e del 19-20 giugno. Due fine settimana all’insegna di «vino, natura, aria aperta e panorami bellissimi», scrive il Movimento, in cui sperimentare un po’ di «convivialità in sicurezza». Il calendario del MTV si è già aperto con Vigneti Aperti: le cantine aderenti potranno partecipare ogni weekend fino a novembre.  

Oggi Cantine Aperte è tra i momenti di immersione nei luoghi di produzione del vino più apprezzati dagli italiani. Ma non è sempre stato così. L’accoglienza in cantina era un’idea che non trovava terreno fertile in Italia all’inizio Anni ‘90. Tant’è che nel 1993 l’operazione partì in un clima di generale scetticismo tra produttori, esperti e giornalisti. A partecipare alla prima storica giornata di Cantine Aperte, il 9 maggio del 1993, sono stati un centinaio di produttori della Toscana. Alcuni di loro aspettano tutto il giorno, ricevendo pochi appassionati e di fatto confermando le perplessità degli operatori del settore. Le fotografie scattate nelle cantine più conosciute restituiscono uno scenario completamente differente. Le strutture sono prese d’assalto, tra lo stupore dei produttori che non si erano preparati per una tale portata di visitatori.

Un successo a macchia di leopardo ma che convince le cantine piemontesi e trentine a bissare l’iniziativa in autunno. Nel 1994 Cantine Aperte sbarca in 14 regioni. Oltre 500 produttori aprono le porte delle loro sedi produttive e circa 150 mila italiani rispondono «presente». Nel 1995 diventa un evento nazionale che impiega 2500 operatori dell’accoglienza e coinvolge più di 600 cantine.

In cinque anni dalla sua nascita, Cantine Aperte porta in cantina 600 mila italiani l’anno, un terzo di cui ha meno di trent’anni. Varca i confini nazionali e sbarca in tutti i continenti, approdando negli Usa, in Giappone, in Sudafrica, in Australia e in Argentina. Nasce “Calici di stelle” per celebrare la notte di San Lorenzo all’insegna del buon vino e l’incoming inizia a strutturarsi come una vera e propria attività turistica per adeguarsi al flusso di appassionati che, anno dopo anno, si riversa tra botti e filari. A ventotto anni dalla première, si può affermare che le radici e lo sviluppo dell’enoturismo in Italia coincidono con la crescita di Cantine Aperte. 

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